Studio di consulenza bancaria — Milano San Babila — dal 2007

Cancellazione CAI:
come uscire dalla Centrale d’Allarme Interbancaria

Sei segnalato in CAI per un assegno o per una carta di pagamento revocata? Analizziamo la tua posizione, verifichiamo se la segnalazione è legittima e ti diciamo con chiarezza cosa si può ottenere e cosa no. Analisi preliminare gratuita.

Parla con un esperto — 02 87167176 Come si esce dal CAI

Consulenza a cura del Dott. Luca Pacini, rating advisor — oltre 18 anni di attività su segnalazioni e banche dati

Che cos’è la Centrale d’Allarme Interbancaria

La CAI è l’archivio informatizzato degli assegni bancari e postali e delle carte di pagamento istituito presso la Banca d’Italia. Nasce con la Legge 15 dicembre 1990 n. 386, riformata dal D.Lgs. 30 dicembre 1999 n. 507, che ha depenalizzato l’emissione di assegni senza autorizzazione o senza provvista trasformandola in illecito amministrativo.

L’archivio è diviso in due segmenti che vengono spesso confusi:

Segmento CAPRI — assegni

Contiene i dati dei traenti di assegni emessi senza autorizzazione o senza provvista. L’iscrizione comporta la revoca di sistema: divieto di emettere assegni per 6 mesi, obbligo di restituire i carnet e divieto per ogni banca e ufficio postale di stipulare nuove convenzioni di assegno.

Segmento CARTER — carte di pagamento

Contiene i dati dei soggetti ai quali è stata revocata l’autorizzazione all’uso di carte di pagamento. Qui non opera un divieto automatico: ogni emittente decide autonomamente se rilasciare una carta a un soggetto iscritto. Nei fatti, quasi nessuno lo fa.

Attenzione a non confondere: la CAI non è la Centrale dei Rischi. Sono due archivi diversi, entrambi in Banca d’Italia, con finalità e regole distinte. La Centrale dei Rischi riguarda i rapporti di credito; la CAI riguarda assegni e carte.

Cosa comporta davvero la segnalazione CAI

  • Revoca di ogni autorizzazione a emettere assegni, su tutto il sistema bancario e postale
  • Obbligo di restituire tutti i moduli di assegno in possesso
  • Divieto per banche e uffici postali di stipulare nuove convenzioni di assegno
  • Ritiro delle carte di pagamento in caso di iscrizione nel segmento CARTER
  • Sanzione amministrativa applicata dal Prefetto, aggravata nei casi più seri
  • Effetto indiretto ma pesante: la posizione diventa visibile e condiziona l’accesso al credito

Come si esce dal CAI: le tre strade reali

Diffida di chi promette la cancellazione immediata in ogni caso. Le vie previste dall’ordinamento sono queste, e sono tre.

Via 1 — prima dell’iscrizione

Il pagamento tardivo entro 60 giorni

È la strada migliore, ma ha una scadenza. Ricevuto il preavviso di revoca previsto dall’art. 9-bis della Legge 386/1990, hai 60 giorni dalla scadenza del termine di presentazione del titolo per pagare al portatore l’importo dell’assegno maggiorato di interessi, della penale del 10% e delle eventuali spese. Se fornisci la prova del pagamento entro quel termine, l’iscrizione in CAI non avviene.

Il punto critico è la prova: servono l’assegno pagato in originale e la quietanza liberatoria del portatore, consegnati alla banca nelle forme corrette. Tutti i dettagli in assegno scoperto: cosa fare nei 60 giorni.

Via 2 — dopo l’iscrizione

La decadenza automatica del termine

Per gli assegni, trascorsi sei mesi dalla revoca di sistema l’iscrizione decade automaticamente e viene cancellata: non serve presentare alcuna domanda e non va pagato nulla ad alcun intermediario per ottenerla. Se qualcuno ti chiede denaro per “far decorrere” i sei mesi, stai per essere raggirato.

Via 3 — segnalazione illegittima

La cancellazione anticipata per vizio della procedura

È il terreno in cui serve un professionista, e l’unico che può portare a una cancellazione prima della scadenza naturale. La legge impone alla banca una procedura rigorosa: quando non viene rispettata, la segnalazione è contestabile. I vizi ricorrenti:

  • preavviso di revoca mai inviato, o inviato a un domicilio diverso da quello eletto
  • preavviso privo delle indicazioni obbligatorie di legge
  • iscrizione effettuata prima del decorso dei termini
  • pagamento tardivo regolarmente eseguito e documentato, ma non recepito
  • errore sui dati anagrafici o sull’importo, o duplicazione della segnalazione

Gli strumenti sono il reclamo all’ente segnalante, il ricorso all’Arbitro Bancario Finanziario e, nei casi urgenti, il ricorso al giudice. La correzione o la cancellazione dei dati va chiesta all’ente che ha effettuato la segnalazione: la Banca d’Italia gestisce l’archivio ma non inserisce né rimuove i dati.

Quello che nessuno ti dice

Non esiste alcun potere di “cancellare il CAI” a pagamento. Chi lo promette a chiunque, in tempi certi e senza aver letto un solo documento, sta vendendo un’aspettativa che non può mantenere.

Quello che un professionista può fare è diverso e concreto: leggere la tua posizione, verificare se la procedura seguita dalla banca regge, e in caso contrario costruire il reclamo o il ricorso. In molti casi la segnalazione è corretta e la strada è attendere i termini gestendo il resto della posizione creditizia. In altri casi è viziata, e allora si interviene.

Chi ti segue

Dott. Luca Pacini, rating advisor

Uno dei massimi esperti italiani di rating bancario e di segnalazioni nelle banche dati. Ex bancario, dal 2007 si occupa di sofferenze bancarie, Centrale Rischi e segnalazioni CAI presso lo studio Broker Associati | Rating & Credit Advisory di Milano San Babila, composto da avvocati, commercialisti e mediatori del credito iscritti O.A.M.

È autore del libro “Come chiedere soldi e farseli dare. Consigli e trucchi per migliorare il tuo rating bancario” (Capponi Editore), docente di rating bancario e intervistato da RAI 3 “PresaDiretta” nelle inchieste sul sistema bancario e sulle centrali rischi.

L’intervista a PresaDiretta — RAI 3

Il programma d’inchiesta di Riccardo Iacona ha intervistato Luca Pacini sulle centrali rischi: cosa sono e perché molte imprese non hanno ottenuto credito.

RAI 3 PresaDiretta — Luca Pacini, rating advisor, sulle centrali rischi

Come lavoriamo sul tuo caso

  1. Visura e lettura della posizione. Verifichiamo cosa risulta effettivamente iscritto, in quale segmento e con quale data di decorrenza. L’accesso ai dati presso la Banca d’Italia è gratuito per l’interessato.
  2. Esame della procedura. Controlliamo preavviso di revoca, date, domicilio eletto, importi, prove del pagamento: è qui che emergono i vizi.
  3. Risposta chiara. Ti diciamo se la segnalazione è contestabile o no. Se non lo è, te lo diciamo prima di farti spendere un euro.
  4. Reclamo o ricorso. Se ci sono i presupposti, predisponiamo reclamo all’ente segnalante, ricorso all’ABF o azione in sede giudiziaria.
  5. Ricostruzione del rating. Uscire dal CAI non basta: serve rimettere in ordine la posizione complessiva per tornare a ottenere credito.

Analisi preliminare gratuita del tuo caso

Raccontaci la tua situazione: ti diciamo in che segmento sei, quanto dura la segnalazione e se ci sono margini di contestazione. Senza impegno e senza promesse che non possiamo mantenere.

Richiedi informazioni 02 87167176 WhatsApp

Piazzetta Umberto Giordano 2, 20122 Milano (MM1 San Babila)

Domande frequenti sulla cancellazione CAI

Quanto dura la segnalazione CAI?

Per gli assegni la revoca di sistema dura sei mesi dall’iscrizione, al termine dei quali l’iscrizione decade automaticamente. Per il segmento CARTER, relativo alle carte di pagamento, la permanenza dei dati segue regole proprie e può protrarsi più a lungo.

Pagare l’assegno dopo il protesto cancella la segnalazione?

No, se il pagamento avviene oltre i 60 giorni previsti dall’art. 8 della Legge 386/1990. Il pagamento tardivo evita l’iscrizione solo se eseguito e documentato entro quel termine, con importo, interessi e penale del 10%.

Si può essere iscritti senza aver ricevuto nulla?

Non dovrebbe accadere: la banca è tenuta a inviare il preavviso di revoca entro il decimo giorno dalla presentazione al pagamento, presso il domicilio eletto. Se il preavviso manca o è irregolare, la segnalazione è contestabile.

A chi si chiede la cancellazione dei dati?

All’ente che ha effettuato la segnalazione — banca, ufficio postale, emittente della carta — che è tenuto a correggere o cancellare le segnalazioni errate nel più breve tempo possibile. La Banca d’Italia gestisce l’archivio ma non inserisce né rimuove i dati.

Quanto costa consultare i propri dati in CAI?

Nulla. L’accesso ai dati è gratuito e si richiede alla Banca d’Italia con documento d’identità e codice fiscale, di persona o via PEC.

CAI e Centrale dei Rischi sono la stessa cosa?

No. Sono due archivi distinti gestiti dalla Banca d’Italia: la CAI riguarda assegni e carte di pagamento, la Centrale dei Rischi riguarda i rapporti di credito con gli intermediari.

Fonti e riferimenti istituzionali

Le informazioni contenute in questa pagina hanno finalità di orientamento generale e non sostituiscono l’esame del singolo caso. Nessun esito è garantito: la possibilità di ottenere una cancellazione anticipata dipende dalla legittimità della procedura seguita dall’ente segnalante.